La pieve di S. Pietro in Pava compare in una straordinaria serie di documenti di età longobarda. Si tratta dei documenti più antichi relativi ad una secolare contesa tra i vescovi di Siena e di Arezzo per il possesso di edifici religiosi di confine tra i due territori. Nei secoli a cavallo tra VII e VIII la causa comparve anche davanti al re longobardo Liutprando.
Sono state utilizzate le traduzioni di Pasqui (U. PASQUI, Documenti per la storia della città di Arezzo, Firenze 1899-1904) e Schiaparelli (L. SCHIAPARELLI, Codice diplomatico longobardo, Roma, 1929-1933)